SportParade #9: luglio e un’estate che non arriva mai

E anche questo mese arriva, calda calda come la focaccia appena sfornata, la nostra SportParade. Il tipico cibo genovese, se mangiato caldo, è inarrivabile in quanto a bontà. Dovrebbe essere lo stesso per il clima, ma sembra che l’estate non sia ancora arrivata. Caldo timido, spesso pioggia alternata a schiarite, tempo variabile, mal di testa inevitabile. Insomma una schifezza. In questo luglio, culminato con la vittoria tedesca al Maracanà, ci sono stati altri eventi sportivi, più o meno curiosi. Eccoli qui (per la cronaca, questo mese nessuna blog reunion, ma una grigliata da far spavento e, in assenza delle ferie, ci continuiamo a consolare con chili di focaccia calda).

UCRAINIAN FOOTBALL di Simone Tallone

Riparte la Premier League in un’Ucraina in cui ancora forte spirano venti di guerra. La prima inevitabile conseguenza è stata l’esclusione del PFC Sevastopol e del FC Tavriya Simferopol, in seguito al controverso referendum di marzo e l’annessione della penisola di Crimea alla Russia. La Federazione Ucraina non è riuscita a mantenere il numero di 16 squadre: la caduta delle due squadre ormai russe e il ritiro, già nel campionato scorso, dell’Arsenal Kyiv, ha infatti trovato sostituzione solo nella promozione dalla seconda divisione dell’FC Olimpik Donetsk. E non è l’unica novità di questo inizio stagione. La Federazione ha infatti vietato di disputare partite nelle regioni di Odesa, Kharkiv, Luhansk, Donetsk; mentre l’Uefa ha dichiarato che, negli incontri di coppa, squadre russe e squadre ucraine non potranno essere sorteggiate le une contro le altre. I campioni di Ucraina dello Shakhtar partono inoltre dai blocchi di partenza decimati. Donetsk è la città geograficamente più vicina all’area degli scontri e l’inasprirsi degli avvenimenti degli ultimi mesi ha spaventato alcuni giocatori – l’argentino Facundo Ferreyra e i brasiliani  Alex Teixeira, Fred, Dentinho e Douglas Costa – che, dopo un’amichevole disputata a Lione il 19 luglio scorso, si sono rifiutati di far ritorno in Ucraina.

BOTTICELLI ERA UN SURFISTA di Francesco Pedemonte

Botticelli raffigurava Venere leggera, fluttuante, nuda e sopra una conchiglia lungo la superficie del mare increspata dalle onde. Mi sono sempre domandato se l’artista fiorentino fosse un surfer-pro con uno spiccato senso estetico e la risposta l’ho avuta a metà luglio. Coco Ho, si è spogliata per il servizio fotografico annuale di “The Body Issue”, la rivista di ESPN che ogni anno mette a nudo gli atleti più belli. Eccola mentre cavalca in libertà le onde del Pacifico…nonostante la censura di Youtube, per me ci sono molte analogie.

IL SUPER SALUTISTA di Davide Podestà

Dall’Inghilterra arriva la curiosa storia di Steve Way: questo ormai quarantenne di Bournemouth (Contea del Dorset, costa sud ovest GBR) era un ingegnere informatico, amava la birra e le sigarette e pesava cento chili.
Preoccupato per la sua salute, nel 2007 ha iniziato a fare footing per dimagrire un po’, finendo per scoprire di essere un talento naturale per le corse di resistenza: è dimagrito di quasi quaranta chili ed ha fatto talmente tanti progressi da ottenere il quindicesimo posto assoluto nella Maratona di Londra 2014 con il tempo eccellente di 2 ore e 16 minuti, roba da professionisti.
Steve però non si è montato la testa ed ha continuato a lavorare, cambiando mansione per avere più tempo libero per allenarsi. La sua ultima gara sono stati i Giochi del Commonwealth dove ha ottenuto un altro brillantissimo decimo posto: non male per uno che pesava cento chili!
Potete trovare tutte le sue tabelle di allenamento sul suo sito www.steveway.co.uk , dove non mancano le sue foto accanto ai grandi dello sport.

GUERRA E SPORT di Matteo Canepa

Anche lo sport paga il suo dazio nell’assurda carneficina che si sta consumando nella striscia di Gaza. Lasciando da parte qualsiasi posizione personale su quella che, più che una guerra, sta assumendo le sembianze di un genocidio, bisogna segnalare l’uccisione nel corso di un raid israeliano a Gaza dell’ex calciatore della nazionale palestinese Ahed Zaquot. Zaquot si battè per anni per il riconoscimento da parte della FIFA della Nazionale di calcio della Palestina, riconoscimento che avvenne solo nel 1998. Da ciò che si apprende su internet Zaquot non era militante di Hamas, come d’altronde il 99,9% delle vittime palestinesi.

IL RICHIAMO DI CASA di Francesco Salvi

Lebron James, classe 1984, è un ragazzo che ha avuto un’infanzia difficile. La madre, Gloria, abbandonata dal padre, cresce il bambino da sola. Spesso si trovano in condizioni di tale difficoltà che sono costretti a vivere da amici nei bassifondi di Akron (città natale dei James, vicina a Cleveland). L’unica strada per Lebron è riuscire ad emergere nel basket e togliersi da quella vita dura e spesso umiliante, regalando un’altra esistenza anche alla madre, che per lui ha sempre fatto sforzi incredibili. Lebron ce la fa, inizia nei Cleveland Cavs nel 2003, la sua avventura in NBA, poi il passaggio a Miami, le vittorie e, l’11 luglio 2014 lo stesso James annuncia il suo ritorno a “casa”, a Cleveland. Il richiamo della home team è sempre quello più forte: la scelta giusta, come lui stesso dice su Instagram. Da segnalare anche il terribile infortunio di Paul George. Per lui niente mondiali, ma soprattutto niente stagione 2014-2015.

STAR(t) YOUR ENGINE di Alessio Rassi.

Dopo la sosta “estiva” riprende il Motomondiale con la tappa nel famoso circuito di Indianapolis, che da qualche anno ospita il circus delle due ruote più famoso al mondo. Non tutti sanno che una delle prime manifestazioni dall’anno della sua apertura – avvenuta nel 1909 – fu proprio una corsa di moto. Dopo il rifacimento del fondo stradale iniziò ad ospitare la famosa 500 miglia (1911). Un’altra caratteristica fondamentale riguarda la messa in moto dei motori che avviene dopo l’enunciazione da parte dello speaker della famosa frase “Ladies and gentlemen, start your engines! Tale locuzione, inizialmente priva del “ladies” venne inserita solo dopo che nel 1977, una grandissima Janet Guthrie riuscì a qualificarsi per la gara. E pensare che fino a qualche anno prima svolgeva il lavoro di ingegnere presso la famosa Republic Aviation Corporation che diede i natali a famosi aerei da guerra utilizzati durante il secondo conflitto mondiale. Nominata tra le prime nella “Woman’s sports hall of fame” il suo nome otterrà l’inserimento – nel 2006 – all’interno della International Motorsports Hall of Fame.

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