Sportparade #10: l’estate sta finendo

Come la canzone dei Righeira, diamo commiato all’estate con 6 notizie sportive che ci hanno colpito da luglio fino ad oggi. Unica indicazione: non sono mainstream!

Dalla Francia a Stintino di Francesco Pedemonte

Tre anni fa ho nuotato il miglio marino, organizzato dalla Sportiva Sturla (Genova). In nautica, per chi non lo sapesse, il miglio corrisponde a 1852 mt. Durante la gara, poco più di 1 ora, ho avuto i crampi: mi sono dovuto fermare, calmare e sciogliere. In mezzo al mare. Poi sono ripartito e ho chiuso con un tempo decente. Questo per dire che non oso neanche pensare alle difficoltà patite da Giovanni Brancato, nutrizionista alassino riuscito nell’impresa di nuotare 140 miglia a nuoto pinnato (oltre 250 km), nel tratto di mare che separa Ile Porquerolles (Francia) da Stintino (costa settentrionale della Sardegna). Ah, dimenticavo: Brancato ha 60 anni ed è ora recordman mondiale. Complimenti.

 
Demoralizzazione tennistica di Francesco Salvi

Gioco a tennis 2 o 3 volte la settimana, quasi sempre su terra rossa: bene il dritto, bene la tenuta fisica e mentale, migliorabile il servizio. Il rovescio bimane: lasciamo stare. Il mio compagno invece ha un ottimo rovescio, elegante ed impostato, ma cala fisicamente durante le 2 ore e i suoi colpi spesso sono poco profondi. I nostri scambi, come quelli di tutti gli amatori, durano in media dai 2 ai 15 colpi. Quando va bene arriviamo a 20 e io inizio ad andare in apnea e ad avere le allucinazioni. In Normandia, il 17 agosto, durante un torneo giovanile (13-14 anni), Alexis Badard e Alexandre Richter, hanno dato vita ad uno scambio incredibile durato un’ora e trentuno minuti! Si avete capito bene: era il secondo punto della partita e lo ha vinto Badard. La vittoria finale è andata, invece, a Richter. I due, alla fine dello scambio, si sono stretti la mano, hanno bevuto e riposato qualche minuto per poi riprendere il match. La domanda è: ma si erano messi d’accordo o giocavano sul serio? Non ha importanza, perchè il sottoscritto dopo 2 ore di tennis è scoppiato come la Germania nel ’45 e, sentendo certe notizie, anche un pò demoralizzato: non riuscirò mai a fare uno scambio così lungo, mi basterebbero comunque 25/30 colpi.

Pugiclismo di Davide Podestà

Qualche giorno fa, nella sedicesima tappa della Vuelta di Spagna è successo un fatto abbastanza singolare: due corridori se le sono suonate durante la corsa. Non è la prima volta che succede nel ciclismo, tanti infatti ricorderanno la zuffa fra Carlos Barredo e l’attuale campione del mondo Rui Costa qualche anno fa al Tour de France (cliccare qui per vedere) e qualche memoria particolarmente arzilla tornerà indietro nel tempo alle sfuriate di Vito Taccone. Rovny e Brambilla però hanno segnato non uno ma ben due punti di svolta: innanzitutto se le sono date senza scendere dalla bicicletta e senza cadere, scambiandosi tre quattro cazzotti in pieno volto ed altrettanti spintoni, poi -secondo punto- sono stati entrambi squalificati dalla corsa, con la giuria che li ha costretti a fermarsi durante la tappa stessa fra lo stupore generale. Brambilla che si stava giocando la vittoria di tappa è scoppiato in lacrime, Rovny è stato richiamato via radio una volta riassorbito dal gruppo. Episodio sporadico per uno sport come il ciclismo, rimarrà per un po’ di tempo negli occhi degli appassionati. Ai due protagonisti invece rimangono probabilmente due occhi neri.
Chi è curioso clicchi QUI.

Neanche una donna per l’Arabia Saudita di Simone Tallone

L’Arabia Saudita non avrà nessun rappresentante donna tra gli atleti in gara agli ormai prossimi Giochi Asiatici di Incheon, Corea del Sud. Un passo indietro rispetto agli scorsi giochi olimpici di Londra dove lo stato arabo aveva schierato due donne – Wodjan Ali Seraj Abdulrahim Shahrkhani nel judo e Sarah Attar negli 800 metri – all’interno della propria delegazione.
Mohammed al-Mishal, segretario generale del comitato olimpico saudita, ha dichiarato che la decisione è stata presa sulla base della preparazione: le atlete non sarebbero ad oggi competitive e si rischierebbe di vederle arrivare nelle ultime posizioni. Il Consiglio Olimpico d’Asia non ha commentato la scelta saudita, seppur avesse incoraggiato una maggiore partecipazione femminile. E bisogna dire che sia il Qatar sia il Brunei, che avevano inserito atlete per la prima volta a Londra, hanno riconfermato una quota rosa all’interno della propria squadra. Da un anno a questa parte l’Arabia Saudita ha compiuto alcuni piccoli, lenti (e non privi di resistenze) cambiamenti per una maggiore apertura alla popolazione femminile: 30 donne dal gennaio 2013 fanno parte dei 150 membri del Consiglio consultivo della Shūra e si sta provando a rendere possibile nelle scuole lo sport anche per le studentesse, compatibilmente con le regole della Sharia riguardanti il vestiario e la divisione di genere. Per quanto riguarda il futuro Mishal ha assicurato un nutrito contingente femminile alle Olimpiadi di Rio, seppur anche un mese fa lo stato saudita si sia presentato alle Olimpiadi giovanili di Nanchino senza neanche un’atleta.

Monza a perdere di Alessio Rassi

La Formula1 ha fatto tappa a Monza e i dati relativi all’affluenza sono sempre da record: circa 160’000 tagliandi venduti per le giornate di prove e gare! Lo storico cicuito, nelle giornate del GP di settembre muove un numero di addetti ai lavori senza eguali: circa 400 giornalisti da tutto il mondo, oltre 1500 commissari e i normali dipendenti dell’autodromo. Il sito automoto.it ha evidenziato una curiosa tendenza a richiedere dei pass gratis, tanto che secondo una stima le cifre viaggerebbero sulle 300’000 domande di ingressi gratis! Tutte cifre niente male per un pezzo di storia che nel 2016 – proprio a detta del boss del circus Bernie Ecclestone – dovrebbe scomparire dal calendario del Mondiale.

Free Gazza di Matteo Canepa

La recentissima notizia dell’arresto di Paul “Gazza” Gascoigne per aver scagliato un mattone contro un fotografo al temine di una lite non fa che accrescere il sentimento di tristezza per un uomo il cui vortice di autodistruzione avrà quasi sicuramente un triste epilogo. C’è però da dire che la stampa inglese, non certo migliore di quella italiana in quanto a paparazzi – se non credete andatevi a guardare la copertina di The Sun – non perde occasione per molestare e tormentare una persona la cui instabilità è lampante e sotto gli occhi di tutti. Se questo è giornalismo…

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