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Tripoli. La Corsa dei Milioni

Una lettera da Tripoli. Il sospetto di una truffa.
Tripolitania, anno 1933. Colonia italiana.

Tripoli, 8 maggio 1933

Cara Pinuccia,

ti scrivo per dirti che sto bene, come spero lo stesso di te, e che la Colonia è bella, il sole ti abbaglia, il vento è caldo e arriva dal deserto e ci sono palme dappertutto, solo la polvere è impossibile, t’impasta la bocca, ti fa prudere gli occhi. Ma ci voleva per scaldare le ossa dopo l’inverno passato nella nostra fredda Torino. Il viaggio in piroscafo non è stato piacevole, per me che il mare lo vedevo per la prima volta. Ma la compagnia dei nostri compatrioti coloni mi ha fatto superare il terrore delle onde che facevano andare su e giù la nave. Molti i contadini dei nostri paesi. Molti con la speranza di conquistare finalmente un loro pezzo di terra da coltivare. Non sanno cosa li aspetta, quanta terra avranno, se piove spesso. Molti partono scapoli, con la speranza di trovare l’amore in colonia, compatriote colone come loro, su questo non ci sono dubbi.

Data l’importanza dell’occasione saprai già che, purtroppo, alla lotteria ho vinto solo 50.000 lire, oltre al viaggio nella nostra Tripolitania. Solo, si fa per dire: è comunque una bella sommetta. Soprattutto per il fatto che, come ricorderai, il biglietto mi era stato regalato ai Grandi Magazzini Bianchi dopo quella spesa di 200 lire. Regalato, a ripensarci con 12 lire potevo comprare il biglietto e risparmiare i 200!  Ma se ripenso a chi ha vinto la lotteria… milioni!
Credo tu sappia come erano ripartiti i premi. Dopo l’estrazione dei 33 vincitori, la settimana scorsa, ognuno di noi è stato abbinato a un pilota del Gran Premio di Tripoli, che si è svolto ieri. Purtroppo a me è toccato Taruffi, che si è piazzato quinto. Che rabbia!
Sai, non era come pensavamo. La corsa non si è svolta proprio a Tripoli, ma un po’ fuori, sembrava il deserto! Perché, non so se ricordi, due anni fa era morto quel bel pilota, Gastone Brilli Pera, che aveva vinto l’anno prima, e il percorso è stato cambiato.

Che emozione assistere alla gara! Vedere dal vero il generale Badoglio che dà inizio alla corsa. L’assordante rumore dei motori.
Pensa che per l’occasione hanno costruito una tribuna solo per noi. Per noi della lotteria ma anche per gli ospiti d’onore: gli ufficiali in uniforme, i funzionari coloniali in camicia nera, gli sceicchi, le donne arabe nei loro vestiti indigeni. Noi della lotteria facevamo un po’ ridere: un macellaio di Milano, una vecchia signora di Firenze, un commerciante di legname, uno studente, tutti accaldati nel nostro vestito buono, tutti ad allungare il collo quando le automobili sfrecciavano sotto il nostro naso, a vedere chi passava per primo e a stringere nella tasca il nostro biglietto fortunato. Noi vedevamo solo l’ultimo pezzetto di pista, ma era lunga chilometri e per l’anno prossimo si parla già che costruiranno un nuovo autodromo che, dicono, renderà giustizia ai trionfi dell’impero che il Duce sta costruendo in Africa per tutti gli italiani.

La gara è stata molto eccitante e fino all’ultimo non si è saputo chi avesse vinto. Varzi e Nuvolari hanno dato vita a una lotta titanica, così almeno l’ha definita un giornalista che stava in tribuna, che si è risolta solo negli ultimi metri. Alla fine ha vinto Varzi… e il commerciante di legname! E’ lui che si è portato a casa il primo premio.

Quello che però mi fa rabbia è che già ieri sera parlavano che la gara era stata truccata. Dicono che qualcuno ha visto Varzi e Nuvolari andare a festeggiare e bere Champagne e molti dicono che si sono messi d’accordo, che alcuni piloti hanno contattato i proprietari dei biglietti della lotteria a loro abbinati e gli hanno proposto di dividere pari le vincite, i primi tre piloti classificati e i primi tre vincitori della lotteria. Dividere tutto equamente tra i sei. Dicono che addirittura a far da testimone a questo accordo ci sia stato un giornalista di quelli importanti che, per evitare che poi la gara a un certo punto si accendesse, aveva deciso di decretare il vincitore con il lancio di una monetina. La scelta ovviamente era tra Nuvolari e Varzi, i più forti.

Io però non ci credo, e credo che anch’io ho un po’ di sospetto solo per invidia, l’invidia di poter diventare milionaria. Non ci credo perché il Duce non avrebbe mai permesso che la lotteria dei Milioni potesse essere truccata, così come di tutti quei milioni che sono stati accumulati dalla vendita dei biglietti e che non risultano tra i premi, non credo, come dice qualcuno, che sono andati a gonfiare le tasche di qualcuno del Partito. Credo che dobbiamo avere fiducia nel nostro Duce, Lui non ci tradirebbe mai. Forse è l’aria della colonia che ispira corruzione. Ci sono già più di 20.000 coloni compatrioti ormai ad abitare la nostra Tripolitania. Ma forse i nostri sudditi indigeni ci stanno trasformando. Vedo giovani patrioti sbavare dietro alle donne dalla pelle negra e uomini italiani a mercanteggiare di nascosto con gli arabi. Io credo che riusciremo a civilizzarli. Ma ora aspetto solo che passi qualche giorno perché arrivi il mio piroscafo a riportarmi a casa.

Tua per sempre,

Mariella

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Simone Tallone
“Come tutti i bambini, avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte, mentre dormivo: durante il giorno ero il peggior scarpone che sia comparso nei campetti del mio paese. Sono passati gli anni, e col tempo ho finito per assumere la mia identità: non sono altro che un mendicante di buon calcio. Vado per il mondo col cappello in mano, e negli stadi supplico: «Una bella giocata, per l’amor di Dio».” – Ahimè, fossero parole mie! Eduardo Galeano parla per me!
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