Svueltina di Spagna: guida breve alla corsa iberica

Considerata da sempre la meno importante delle tre grandi corse a tappe, la Vuelta di Spagna si propone tuttavia per l’edizione 2014 con un lotto di partenti a dir poco stellare: è così da quando i campionati del mondo (quest’anno proprio in Spagna, a Ponferrada) si svolgono a fine settembre.
Assi delle gare a tappe, cacciatori di tappe e di classiche, corridori locali con il dente avvelenato: non manca nessuno.

La Vuelta, che si svolge regolarmente lungo l’arco di tre settimane, ha nel tempo evoluto il suo percorso verso una configurazione più spettacolare grazie a tappe più corte ma spesso molto nervose, una scelta se vogliamo anticonformista ma molto apprezzata dai ciclisti stessi, dagli addetti ai lavori e soprattutto dal pubblico che può seguire una corsa televisivamente più “sopportabile” (niente dirette maratona) e caratterizzata da una condotta tattica più spregiudicata e quindi avvincente.

Da sx, Uran Quintana e Aru, sul podio al Giro e grandi favoriti alla Vuelta 2014

L’edizione 2014 presenta uno sviluppo molto montagnoso con ben nove arrivi in salita, molti dei quali inediti e per questo ancora più interessanti: parliamo di traguardi come La Zubia (6° tappa) o il Santuario di San Miguel Aralar (11° tappa), affiancati a salite storiche per la corsa iberica come Lagos de Covadonga.
Occasione quindi ghiotta per gli scalatori, su tutti Fabio Aru che dopo un grande Giro d’Italia non vede l’ora di confermarsi fra i migliori grimpeur del mondo: troverà sulla sua strada gli stessi rivali battuti a Montecampione, ovvero Nairo Quintana e Rigoberto Uran. A far paura sono però i due mostri sacri Chris Froome e Alberto Contador, desiderosi di rivincita dopo i capitomboli del Tour de France.
Purito Rodriguez, Ryder Hesjedal e Alejandro Valverde completeranno un cast esagerato, senza dimenticare Thibaut Pinot, terzo al Tour: non è facile pronosticare il risultato di una corsa con così tanti campioni al via e se in altre situazione questo potrebbe generare un eccesso di attendismo, la Vuelta potrà invece trarre un grande beneficio dal mescolarsi di questi grandi corridori da giri con i colleghi che saranno li per prepararsi al mondiale, come Sagan.

Contador e Froome in azione al Giro del Delfinato 2014, alla Vuelta se le daranno di santa ragione

Strana la Vuelta, che mischia spesso e volentieri percorsi nuovi e vecchi, campioni affermati ed emergenti, grandi città e santuari sperduti oltre la nebbia delle montagne: a proposito, l’ultima tappa sarà a Santiago de Compostela, dove fra sacro e profano i corridori termineranno le loro fatiche in solitudine, ovvero con una cronometro. Un parallelo un po’ scontato forse quello fra la corsa a tappe ed il cammino spirituale, ma il ciclismo è anche questo e non è la prima volta che il sudore dei corridori si mischia lungo le salite con quello dei pellegrini. Prima o poi magari ne riparleremo: per adesso, godiamoci lo spettacolo terreno dei corridori.

 

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Davide Podesta
Nell’agosto 1997 ho acceso la tv ed invece dei cartoni ho trovato la Classica di San Sebastian. Da quel giorno è stato solo ciclismo, pedalato, gareggiato e raccontato ma soprattutto vissuto. Per me non è metafora di vita, è l’essenza: un amore incondizionato e puro, critico e consapevole ma neppur minimamente deteriorabile. Se leggo la Gazzetta in un bar lascio aperta la pagina del ciclismo affinché qualcuno la legga, se la discussione finisce sull’argomento state certi che metterò il cuore sul tavolo. Trasgredisco solo per le Olimpiadi, sia estive che invernali e detesto ogni critica che non sia costruttiva, soprattutto quelle di chi non accetta il passare degli anni. Suoi e degli altri.
Davide Podesta

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