Valentino-Rossi-Misano-2014_horizontal_lancio_sezione_grande_doppio

Se smetti non Vale

Ogni anno, quando inizia una nuova stagione della Motogp, so che si avvicina sempre di più il terribile momento in cui Valentino Rossi smetterà di correre e solo a pensarci divento terribilmente triste e malinconico. Con Valentino ci sono cresciuto, è stato lui a farmi innamorare delle moto, è stato lui a farmi appassionare di quello sport, è stato lui a farmi divertire e soffrire tantissime volte, a farmi passare notti insonni e sveglie domenicali a orari proibitivi. Ricordo ancora la sua prima vittoria nella vecchia classe 125 cc, quella a due tempi, moto leggerissime e scattanti, quella che  ha fatto emergere talenti come Carlo Ubbiali, Phil Read e Angel Nieto.  Era il 1996 quando il giovane Rossi con la sua Aprilia con il numero 46 vince all’ultima curva il gran premio della Repubblica Ceca a Brno con una staccata al limite, coraggiosissima e poi quasi si schianta contro il muretto dei box per esultare. L’anno successivo vinse il suo primo mondiale sempre in sella ad un’Aprilia con undici vittorie che saranno undici modi diversi e unici di esultare e sarà proprio questo suo modo goliardico e irriverente di festeggiare a trasformare quel giovane pilota sempre sorridente, alto, un po’ goffo e magrolino in un’attrazione nell’attrazione. E nel corso della sua carriera sono tantissime le trovate geniali come i sette nani e Biancaneve per celebrare il settimo titolo mondiale, sponsor inventati come la “polleria Osvaldo”, i finti vigili che lo multano a fine gara per  eccesso di velocità, la maglietta con su scritto “gallina vecchia fa buon brodo” o “scusate il ritardo”, vestito da Robin Hood o Superman, con  un grosso uno sulle spalle, con due carcerati a spaccare le pietre con un piccone, con una scopa pulire l’asfalto per prendere in giro Gibernau che lo aveva fatto penalizzare per quello stesso motivo, quando andò a chiudersi in un bagno chimico a bordo pista e uscì dopo qualche secondo e anche quando romanticamente dopo la sua prima vittoria dopo il passaggio alla Yamaha si mise seduto di fianco alla sua moto a contemplare con lei quella storia e incredibile vittoria. Vincente e divertente.

Tutto, però, nasce con la bambola gonfiabile messa di fronte alla moto con le gambe aperte per prendere in giro il suo eterno rivale Max Biaggi che ai tempi usciva con Naomi Campbell e correva e dominava in un’altra categoria, la 250 cc, e segnerà l’inizio di uno dei più belli duelli motociclistici di sempre e ricordava le epopee del dualismo nel ciclismo tra Bartali e Coppi. Biaggi non è stato il suo unico avversario, nell’elenco si possono ricordare Capirossi, di cui è rimasto amico, Gibernau, Hayden, Stoner, Lorenzo e ultimo Marquez. Tutti con lo scopo di annientare il fenomeno che cannibalizza le attenzioni dei tifosi ma consapevoli che senza di lui il motociclismo non sarebbe lo stesso e quasi tutti spesso sono stati ridimensionati e battuti. Perché Valentino Rossi ha cambiato questo sport, è stato l’anello di congiunzione tra le vecchie 500 due tempi che sembravano dei missili e sembravano essere più artigianali con meccanici con le mani sporche di grasso alle moderne Motogp regolate soprattutto grazie ai computer. E lui è sempre lì, con quel sorriso che sembra intramontabile, con quell’orecchino che sembra essere sempre lo stesso, con quella voglia di vincere e divertirsi che non tramonta mai. Nove titoli Mondiali, altri, come l’ultimo, sfumato all’ultima gara, eppure lui è sempre lì, pronto a partire, chinato a parlare per entrare in sintonia con la sua compagna di gara, perché la moto è molto più di un insieme di viti e bulloni, ha un’anima e se si innamora non ti tradisce mai. E quindi so con certezza che quando Valentino deciderà di smettere io piangerò perché sarà la fine di qualcosa di magnifico che può essere eterno solo nei ricordi ma purtroppo il tempo scorre per tutti, anche per i miti ma se smette, per me, non vale.

The following two tabs change content below.
Claudio Marinaccio

Claudio Marinaccio

Claudio Marinaccio

Ultimi post di Claudio Marinaccio (vedi tutti)

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>