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Palo.Incrocio.Traversa! Vol. 2

Torna PALO.INCROCIO.TRAVERSA!, il festival di cultura sportiva organizzato dal blog Pagina2Cento.it, il ristorante e pub dall’est Europa Kowalski e la libreria Falso Demetrio. Dopo la prima edizione, che ha fatto segnare un’ottima partecipazione di pubblico, la serie di incontri si pone nuovamente come spazio di dibattito e incontro: uno sguardo sul mondo dello sport con taglio diverso, che ha l’obiettivo di raccontare storie, ma anche di porre l’accento su tutto ciò che avviene fuori la competizione. Una narrazione che comprende non solo il risultato, ma anche la realtà circostante in cui esso si realizza. Storia, socialità, politica, economia: lo sport non è mai solo sport. Fedele a questa ispirazione, la serie di incontri rinnova così un calendario di appuntamenti che spazierà da ottobre fino a dicembre: quattro appuntamenti in cui si parlerà di calcio, ma anche di rugby e viaggi, quattro libri con altrettanti autori e quattro serate in cui si discuterà di sport. E oltre.

eea22fbb-f771-4a75-9953-b682633e2191Si parte mercoledì 25 ottobre con la presentazione de I ribelli degli stadi. Una storia del movimento ultras italiano di Pierluigi Spagnolo: un’interessante chiacchierata con l’autore per cercare di comprendere cosa siano gli ultras, abbandonando la pesante zavorra dei pregiudizi. Il 21 novembre, invece, appuntamento con La squadra spezzata. La Grande Ungheria di Puskás e la rivoluzione del 1956 di Luigi Bolognini: «un libro bello come un film, ma sono troppo tifoso dei libri per dirlo» ha scritto Gianni Mura nella prefazione, un volume che riannoda i fili che legano le sorti della Grande Ungheria alle sanguinose giornate di Budapest. Il 10 dicembre, poi, sarà la volta de L’ uragano nero. Jonah Lomu, vita morte e mete di un All Black di Marco Pastonesi, libro vincitore del Premio Bancarella Sport 2017, che ricostruisce la vita di uno dei più grandi rugbysti di tutti i tempi: cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, Johah Lomu resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l’antitesi: «Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l’uragano». Il 12 dicembre, infine, completerà il cartellone la presentazione di Football Guides, collana ideata e realizzata da Edizioni inContropiede, che racconta le città attraverso il calcio: volumetti non solo fitti di racconti, storie di personaggi, aneddoti, interviste e liste curiose, ma vere e proprie guide piene di consigli, indirizzi utili, itinerari calcistici slegati o collegati a quelli più tradizionali.

 

CALENDARIO INCONTRI

25 ottobre 2017, Kowalski (via dei Giustiniani 3 – Genova), ore 20.00
Presentazione de I ribelli degli stadi. Una storia del movimento ultras italiano di Pierluigi Spagnolo (Odoya, 2017). Partecipa l’autore.

C’è chi li etichetta come teppisti e facinorosi. E chi li dipinge come sostenitori colorati e passionali. Come i padroni violenti del calcio, oppure come gli ultimi romantici in un mondo che ha perso gran parte della sua genuinità. Nel bene e nel male, gli ultras degli stadi hanno scritto pagine importanti nella storia del calcio italiano. Rappresentano quasi mezzo secolo di aggregazione e passione, di originalità e folklore. Purtroppo anche di episodi di teppismo e violenza. Per cercare di comprendere cosa siano gli ultras, bisognerebbe innanzitutto abbandonare la zavorra dei pregiudizi e considerarli come un’aggregazione spontanea, trasversale ed eterogenea, con una forte connotazione ribelle e antagonista al sistema, che incarna le logiche di una dicotomia forte che filtra il mondo attraverso le lenti della contrapposizione amico/nemico. Un multiforme insieme di uomini e donne che amano follemente una squadra e che, insieme alla squadra, amano la città che quella squadra rappresenta, la maglia e i colori che i giocatori portano addosso. Questo volume racconta e spiega il mondo delle curve italiane, mescolando le esperienze dirette con l’analisi di saggi e studi sul movimento ultras, proponendo le autorevoli opinioni di chi ha già studiato il fenomeno e mescolandole con le voci dei protagonisti. Con rigore storico e un pizzico di passione.

 

21 novembre 2017, Kowalski (via dei Giustiniani 3 – Genova), ore 20.00
Presentazione de La squadra spezzata. La Grande Ungheria di Puskás e la rivoluzione del 1956 di Luigi Bolognini (66th and 2nd, 2016). Partecipa l’autore.

«Vorrei dire che questo è un libro bello come un film» scrive Gianni Mura nella prefazione «ma sono troppo tifoso dei libri per dirlo».
«Ferenc Puskás è il simbolo di una generazione unica e magica, che ha prodotto forse il miglior calcio di sempre, poi è improvvisamente scomparsa, lasciandoci una tremenda nostalgia, un indimenticabile ricordo e nessun erede.» – Federico Buffa e Carlo Pizzigoni, il Venerdì di Repubblica

Ha nove anni Gábor quando segue il padre allo stadio, a Budapest, anche se non c’è nessuna partita da vedere. Non ci sono nemmeno gli spalti, solo un prato sconnesso e imbiancato dalla calce, e un esercito di volontari che hanno risposto all’appello del Partito. Sono lì per posare le pietre del nuovo Népstadion, che ospiterà le evoluzioni di Puskás, Bozsik, Hidegkuti, Kocsis, Czibor e degli altri formidabili giocolieri dell’Aranycsapat, la nazionale magiara che umiliò due volte i maestri inglesi. La «squadra d’oro» che subì una sola sconfitta in cinquanta partite, peccato che fosse la più attesa: la finale della Coppa Rimet del 1954. Non ci sarà una seconda occasione, perché di lì a due anni la Rivoluzione ungherese, repressa dai carri armati sovietici, finirà per spezzare quella squadra di campioni senza eredi. In un libro che è «una serie di storie nella Storia», Bolognini riannoda i fili che legano le sorti della Grande Ungheria alle sanguinose giornate di Budapest, seguendole con gli occhi candidi di Gábor, che trepida davanti alla radio per «il sacco di Wembley» e poi scende in strada con il proprio popolo per la libertà. Sentendosi anche lui, per un momento, come Nemecsek della via Pál, «piccolo soldato avventuroso che sembrava aver rinnegato la causa e invece era stato il più fedele» di tutti. Forse Gábo ravrà tradito il Partito, ma non i suoi sogni.


10 dicembre 2017, Ai Troeggi (via Chiabrera 61r – Genova), ore 20.00

Presentazione de L’ uragano nero. Jonah Lomu, vita morte e mete di un All Black di Marco Pastonesi (66th and 2nd, 2016). Partecipa l’autore.

Vincitore Premio Selezione 54° Bancarella Sport 2017

Se ogni sport è una rappresentazione della guerra, il rugby è una guerra di conquista, il cui obiettivo è penetrare nel cuore della terra nemica. È anche un gioco dove l’imprevedibilità è congenita, anarchico come i rimbalzi del pallone. E uno sport animalesco ma soprattutto umano, perché il centro dell’azione è il pallone e non l’uomo. Per praticarlo ci vuole la forza del pugile e la maestria dell’orologiaio. Del rugby gli All Blacks incarnano lo spirito, la leggenda, la perfezione delle trame d’attacco. Tra loro un giorno spunta un ragazzone di origini tongane, un gigante che corre sfiorando l’erba come una gazzella. Si chiama Jonah Lomu, un «carro armato, ma veloce come una Ferrari». Al mondo si rivela nella Coppa in Sudafrica nel 1995. In semifinale, contro l’Inghilterra. La casa madre contro gli dèi di Ovalia. L’attesa e spezzata da un fax spedito all’albergo dei neozelandesi: «Ricordatevi che il rugby è un gioco di squadra. Perciò, tutti e quattordici passate la palla a lonah Lomu». Sembra uno scherzo, ma è una profezia. Lomu dominerà la sfida, seminando un senso d’impotenza nel campo avversario. La sua apparizione però è come la scia di una cometa: il suo fisico portentoso sarà tradito da una sindrome nefrosica, che finirà per prendersi anche la sua vita. Lomu, cresciuto tra i delinquenti di Auckland, salvato dal rugby, resterà nella storia dello sport come Senna o Jim Thorpe, atleti maledetti. O come Coppi, di cui era l’antitesi. «Coppi era un cirro bianco nel cielo azzurro. Lomu un nembo scuro che annuncia l’uragano».

 

12 dicembre 2017, Kowalski (via dei Giustiniani 3 – Genova), ore 20.00
Presentazione di Football Guides (Zagabria – Lisbona – Napoli), presentazione della collana edita da edizioni Incontropiede

Ideata e realizzata da Edizioni inContropiede, Football City Guides è la collana che racconta le città attraverso il calcio. Gli agili libri che la compongono sono guide calcistiche, che l’appassionato potrà leggere e gustare prima di mettersi in viaggio per poi alla partenza sistemarle nel bagaglio a mano. Volumetti non solo fitti di racconti, storie di personaggi, aneddoti, interviste, liste curiose che diventeranno spunti interessanti per il viaggiatore, ma anche vere e proprie guide piene di consigli, indirizzi utili, itinerari calcistici slegati o collegati a quelli più tradizionali.
Le Football City Guides nascono come delle “seconde guide” (da affiancare durante il viaggio a quelle classiche) che possono essere tenute nelle tasche dei pantaloni, grazie alla scelta di un formato ridotto. Le Football City Guides sono pensate anche per l’appassionato che vuole viaggiare senza allontanarsi da casa. Dopotutto leggere è intraprendere un viaggio con la mente.

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