meali

Il “meali” non esiste

Questo post non porterà ad alcuna soluzione. L’intento, anzi, è inverso: porre un problema etimologico-calcistico e sottoporlo all’Accademia della Crusca, il cui account twitter è seguito da quasi 27 mila follower. Partiamo da una semplice domanda: quale è l’origine della parola “meali”?

Per chi ha giocato (o gioca) a calcio a Genova, il meali è il meali: unica forma conosciuta per esprimere un contenuto ovvio. Non ci sarebbe bisogno di nessun altro termine per intendere un’azione già di per sé descritta benissimo. Senza addentrarci in pippe semiotiche, anche il sito dell’Aics Liguria non si pone a riguardo grandi interrogativi, tanto da inserire nel suo regolamento questa dizione:

il calcio di rinvio è quella ripresa di gioco volgarmente conosciuta con il nome di meali

Il meali, in poche parole, è la rimessa da fondo campo con i piedi, quel calcio che prima veniva battuto dai difensori e che ora, invece, viene effettuato quasi sempre dai portieri. Pochi anni fa, però, con mio stupore ho scoperto che il resto del mondo futbologico non conosce questo termine, ma solo perifrasi come “rimessa dal fondo” o “calcio di rinvio”. Ma come, mi sono detto, il meali non esiste? Un termine che credevo scolpito nel regolamento Figc, in realtà era (ed è) in uso soltanto in un breve tratto costiero genovese (tra Recco e Arenzano)?

Per prima cosa ho interpellato mio padre, leva 1949 e gran depositario di cultura popolare genovese: «Pà – gli faccio – quando da ragazzino giocavi a calcio in piazza, come chiamavi il rinvio da fondo campo?». Mi ha guardato stranito, si è accertato che non fossi sotto effetto di droghe o alcool, ed infine ha pronunciato tre sillabe: «ME-A-LI». Ho pertanto desunto che il termine fosse già in uso negli anni ‘50 e ho proseguito nella ricerca.

Sul uèb ho trovato pagine Fb, post e discussioni su forum. Anche Google, utilizzando come chiavi di ricerca “meali” e “calcio”, ha restituito come sesto risultato Rimessa dal fondo (calcio a 5) – Wikipedia. L’attinenza c’è. Ma l’etimologia? Le ipotesi gravitano attorno a due aree: quella inglese e quella dialettale genovese.

A fine ‘800, è storia risaputa, Genova è il porto italiano tramite cui viene importato il football dall’Inghilterra. Pertanto non è assurdo azzardare che meali possa essere una storpiatura di qualche termine inglese (con riferimento al glossario della rimessa da fondo). Secondo alcuni potrebbe derivare dalla contrazione di “May I?”, domanda che il portiere avrebbe posto all’arbitro prima di effettuare la rimessa in gioco; per altri potrebbe essere la storpiatura di My line; mentre per altri ancora sarebbe la prununcia scorretta di Behind, anche se quest’ultima ipotesi, è bene dirlo, sembra la meno convincente: in inglese infatti la rimessa da fondo si chiama Goal Kick e tra behind e meali non c’è alcuna somiglianza fonetica. La pista genovese, invece, è univoca e punterebbe sulla combinazione dei termini “Méa” (guarda in dialetto) e “” (avverbio di luogo).

Esiste infine un’ultima opzione, quella che si può definire anagrafica.
Meali potrebbe anche essere una persona, o meglio, un cognome, magari di qualche giocatore del calcio pioneristico e dal rinvio poderoso. Tanto per capirci: sul modello di Zona Cesarini.
Tante ipotesi, nessuna certezza.

Con queste righe facciamo un appello: chiunque abbia informazioni sull’etimologia della parola, twitti utilizzando l’hashtag #misteromealimenzionando @pagina2cento.
Noi inizieremo dall’Accademia della Crusca.

Credit Image: Renato Stockler

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Chi sono? cosa faccio? dove vado? A tutte queste domande rispondo con un bel silenzio. Diciamo che lo psicodramma è il mio terreno preferito, altrimenti che genoano sarei?! Mi piacciono i piani ben riusciti ed è per questo che opero sempre in direzione contraria. Insomma ho una predilezione per gli sconfitti, i secondi e quelli che si sbattono. Per farla breve, per i gregari. Ahimè sono un romantico e quando vinco mi sento a disagio. Per questo sono sempre all’opposizione. Ci sono 4 cose che mi mandano in visibilio: la frazione a farfalla di Pankratov, l’eleganza di uno stop di petto, il culo di Franziska van Almsick e i tackle di Paul Ince. Per il resto bevo birra.

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