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Niente birra per i razzisti

L’associazione promuove il ruolo dello sport come elemento unificante tra le nazionalità, culture, religioni e classi sociali. Lo offre a bambini, adolescenti e adulti, indipendentemente dal sesso, colore, origine nazionale, religione, status sociale o orientamento sessuale – capitolo 2 par. 3 dello statuto BVB Borussia Dortmund 09

Lo stadio non è l’unico luogo in cui si fruisce il calcio. Anzi, il pub (per dirla all’inglese) è probabilmente il posto in cui se ne consuma di più in senso assoluto. Calcio & birra, del resto, è un abbinamento che funziona a qualsiasi latitudine.

E’ quello che deve aver pensato la dirigenza del Borussia Dortmund, che per fronteggiare l’ondata xenofoba che sta investendo il Nord della Germania, ha lanciato una campagna a dir poco geniale: un milione di sottobicchieri, distribuiti nei bar, discoteche e maggiori locali di Dortmund, con impresso un claim che lascia poco spazio all’intolleranza degli ultras neonazisti del Westfalenstadion: Kein Bier für Rassisten (Niente birra per i razzisti). Sul retro, sono stampate anche una serie di luoghi comuni tra i quali: “Wir haben genug eigene probleme” (Abbiamo già tanti problemi di nostro), “Die nehmen uns doch die Arbeitsplätze weg” (Ci rubano i posti di lavoro), Das Boot ist voll. So viele Flüchtlinge können wir uns doch gar nicht leisten” (Siamo pieni. Non possiamo permetterci altri rifugiati).
Tutti refrain ben conosciuti anche in Italia. Purtroppo.

Centro maggiore della Ruhr, Dortmund è famosa in tutto il mondo anche per la cultura della birra. Un tratto che i giallo-neri portano impresso nel nome: oltre che con Borussia, la squadra è infatti conosciuta anche con la sigla BVB, dove la V, probabilmente, è l’iniziale di una vecchia birreria della città.
Dortmund, oggi, è purtroppo associabile anche ai crescenti attacchi razzisti e a un’attiva scena neonazista.

Borussia, Pils e nazisti? Un abbinamento che non si adatta per niente, devono aver giustamente pensato dalla dirigenza del club. E sul sito della società, le parole del presidente Reinhard Rauball sono chiare: «Il Borussia Dortmund, i tifosi, la dirigenza e tutti gli appassionati hanno una responsabilità: non si può rimanere sordi di fronte agli slogan misantropi contro gli stranieri. E’ d’obbligo prendere una posizione decisa. Questa iniziativa non mira soltanto a colpire l’ideologia dell’estrema destra, ma anche a dimostrare che la famiglia BVB prende ancora una volta una posizione chiara. Ci schieriamo a favore della tolleranza, per un colorato BVB, contro il razzismo e la xenofobia».

Di recente anche il BVB Fan Club International ha pensato di rifornire i ristoranti cittadini con sottobicchieri contro la discriminazione. Una testimonianza ulteriore di come tutte le componenti del Borussia siano impegnate attivamente nella lotta contro il razzismo nella loro regione.
Un problema che a Dortmund è più attuale che mai.

E per rendere ancor più chiara la posizione del club, non resta che riportare alcune righe, tratte direttamente dal sito della società:

«Alla luce della crescita dei flussi migratori, il dibattito sul diritto d’asilo e la sistemazione dei rifugiati è all’ordine del giorno. In diverse città i neonazisti portano il loro odio razzista in strada, agitando la popolazione. Questa politica di ostilità, che somma l’immigrazione ad emozioni profondamente irrazionali, suscita un clima di paura. Noi ci opponiamo. E con la nostra campagna “No birra per razzisti” vogliamo educare, ridurre i timori e contribuire a garantire che i tifosi del BVB si impegnino per una società più coesa, dove le persone si sostengano le une con le altre, anzichè combattere tra di loro».

 

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Chi sono? cosa faccio? dove vado? A tutte queste domande rispondo con un bel silenzio. Diciamo che lo psicodramma è il mio terreno preferito, altrimenti che genoano sarei?! Mi piacciono i piani ben riusciti ed è per questo che opero sempre in direzione contraria. Insomma ho una predilezione per gli sconfitti, i secondi e quelli che si sbattono. Per farla breve, per i gregari. Ahimè sono un romantico e quando vinco mi sento a disagio. Per questo sono sempre all’opposizione. Ci sono 4 cose che mi mandano in visibilio: la frazione a farfalla di Pankratov, l’eleganza di uno stop di petto, il culo di Franziska van Almsick e i tackle di Paul Ince. Per il resto bevo birra.

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