PF-hurst-2_1475141i

Il pallone in mostra

Dal 21 al 23 novembre, a Fieramilanocity – Padiglione 3 (Porta Teodorico Viale Scarampo) si terrà la settima edizione di G! Come Giocare, appuntamento con il mondo del gioco e del giocattolo. Nell’ambito della manifestazione, una mostra dedicata al giocattolo per eccellenza: il pallone. 

Non c’è niente da fare, quando si tratta di pallone mi si illuminano gli occhi. E ho la stessa sintomatologia di quando mi innamoro: agitazione, stato frenetico-simil-febbrile, perdita di razionalità. E anche notevoli figure di merda. Non vado oltre perchè, in fondo in fondo, anche io ho una mia dignità. Si parlava di pallone o meglio di palloni. Ebbene, a Milano questo fine settimana ce ne saranno 20, molti dei quali utilizzati per i Mondiali dal 1930 ad oggi: una testimonianza di come questo oggetto mitico sia cambiato in quasi un secolo di storia dello sport.

Mondiali Uruguay – Players (1930)

Il viaggio parte con l’esposizione dello storico TModel, utilizzato nel primo mondiale del 1930, realizzato con 11 strisce di cuoio chiuse intorno a una sfera di gomma con la mitica chiusura a stringa. In mezzo degli esemplari unici. Come il Players, di fabbricazione scozzese, sempre in strisce di cuoio con stringa, usato dall’Argentina nelle partite disputate nel primo mondiale del 1930 in Uruguay (compreso il primo tempo della finale).
Il Globe e il Federale 102 , invece, sono stati i protagonisti del Mondiale giocato in Italia nel 1934, mentre del 1938 è il francese Coupe du Monde, prodotto dalla Allen. Il Duplo T, il primo senza stringa e con valvola automatica per la gonfiatura, invece è stato il protagonista assoluto dei Mondiali giocati in Brasile nel 1950, mentre lo Swiss World Champion, usato per i Mondiali in Svizzera nel 1954, è passato alla storia per il suo colore molto più chiaro (quasi giallo). In Svezia, nel 1958, i mondiali si giocarono con il Top Star formato da 24 pezze di cuoio e prodotto nelle due varianti “chiara” e “scura”, mentre per i Mondiali in Cile del 1962 arrivò il rivoluzionario Crack, formato da 18 pezze esagonali. Per il Mondiale inglese del 1966, infine, si usò il Challenge 4-star composto da 25 pezze a striscia, l’ultimo pallone non prodotto da Adidas utilizzato in un mondiale e unico pallone usato in tre varianti cromatiche.

Sui palloni usati da Messico ‘70 in poi abbiamo già scritto: Telstar, Tango, Etrusco, Questra, Fevernova, Jabulani: potete trovarli  tutti qui.

In mostra, infine, non poteva poi mancare una bacheca speciale contenente alcuni modelli particolari: un pallone di stoffa realizzato per i bambini piccoli, il classico pallone di spugna, che tutti abbiamo usato per evitare di combinare casini in casa e un insolito pallone di carta realizzato alla buona con carta e scotch. Chiude il viaggio l’intramontabile Supertele.

The following two tabs change content below.
Chi sono? cosa faccio? dove vado? A tutte queste domande rispondo con un bel silenzio. Diciamo che lo psicodramma è il mio terreno preferito, altrimenti che genoano sarei?! Mi piacciono i piani ben riusciti ed è per questo che opero sempre in direzione contraria. Insomma ho una predilezione per gli sconfitti, i secondi e quelli che si sbattono. Per farla breve, per i gregari. Ahimè sono un romantico e quando vinco mi sento a disagio. Per questo sono sempre all’opposizione. Ci sono 4 cose che mi mandano in visibilio: la frazione a farfalla di Pankratov, l’eleganza di uno stop di petto, il culo di Franziska van Almsick e i tackle di Paul Ince. Per il resto bevo birra.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>