Lo schermo dello smartphone si illumina all’improvviso, magari mentre state cenando o lavorando, mostrando una chiamata in entrata da un numero sconosciuto. La prima cosa che salta all’occhio è il prefisso, quel +44 che indica un’origine estera, per la precisione il Regno Unito. Rispondere a queste chiamate può trasformarsi rapidamente in una trappola finanziaria, poiché dietro la cornetta si nascondono spesso operatori senza scrupoli pronti a proporre finti affari legati al collezionismo, a presunti bonus o a investimenti miracolosi.
Il miraggio dei guadagni facili
Chi decide di accettare la comunicazione si ritrova a parlare con persone che padroneggiano un italiano fluente, usano toni estremamente rassicuranti e si presentano come esperti finanziari o consulenti londinesi. L’obiettivo principale di questi scammer è convincere la vittima ad aderire a presunte piattaforme di trading online, promettendo guadagni altissimi in tempi record.
La strategia psicologica è ben rodata e si basa su un approccio graduale. Il falso consulente suggerisce un investimento iniziale molto basso, solitamente compreso tra i 50 e i 100 euro, offrendo assistenza continua. Una volta versata la somma su un conto corrente fasullo, la vittima ottiene l’accesso a un portale web creato ad arte, dove può visualizzare profitti virtuali che sembrano crescere di giorno in giorno.
Questo meccanismo serve esclusivamente a creare falsa fiducia e a spingere l’utente a investire cifre sempre più alte. Quando si tenta di ritirare i propri soldi, i finti broker spariscono nel nulla. Spesso il danno non finisce qui: i dati del truffato vengono inseriti in liste speciali e venduti ad altri criminali che, mesi dopo, telefoneranno proponendo finti servizi legali per il recupero dei fondi perduti, chiedendo ovviamente un anticipo sulle spese.
Dagli squilli anomali ai finti SMS
Il finto trading non è l’unica minaccia associata ai numeri internazionali. Esistono infatti altre varianti altrettanto insidiose. Una delle più diffuse è la Ping Call, nota tecnicamente nel settore delle telecomunicazioni come Wangiri. Si tratta di uno squillo brevissimo, studiato per far cadere la linea prima che l’utente possa rispondere. La speranza del truffatore è che la vittima, mossa dalla curiosità o dal timore di aver perso una chiamata urgente, richiami il mittente. Così facendo, si attiva una tariffazione speciale altissima che prosciuga in pochi secondi il credito telefonico.
A questo si aggiungono i messaggi di testo ingannevoli. Ricevere un SMS da un numero britannico contenente link per riscattare fantomatici pacchi in giacenza o premi è un chiaro tentativo di smishing, una variante mirata del phishing ideata per spingere l’utente a inserire le proprie credenziali bancarie su pagine web contraffatte.
L’intervento normativo e come difendersi
Le autorità italiane stanno prendendo contromisure importanti per arginare il fenomeno e tutelare i consumatori. L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha implementato un rigoroso sistema anti-spoofing per bloccare le chiamate estere che mascherano la loro vera origine falsificando i numeri. La prima fase di questo intervento ha permesso di intercettare circa 43 milioni di chiamate illegali in sole due settimane. Dal 19 novembre 2025 è attiva la seconda fase del sistema, progettata per imporre rigide regole di certificazione tecnica ai call center legittimi.
Sebbene i nuovi filtri stiano riducendo in modo significativo il volume delle frodi, le reti criminali cercano costantemente nuove scappatoie. Se ricevete chiamate non attese da prefissi esteri sospetti, la regola d’oro è non rispondere e non richiamare mai il numero. Utilizzare le funzioni integrate negli smartphone per bloccare i contatti anomali e segnalarli come spam richiede solo pochi secondi, ma rappresenta l’azione più sicura per mantenere i propri dati e i propri risparmi al riparo da brutte sorprese.




