Pensioni minime quest’anno: qual è l’aumento previsto e a quanto ammonta

A fine mese, quando arriva il cedolino, si può capire se è entrato qualche euro in più del solito. Per chi prende una pensione minima, il 2026 porta un aumento. La cifra di base si alza con la rivalutazione annuale e, sugli assegni più bassi, si innesta una maggiorazione straordinaria.

Quanto sale l’importo minimo nel 2026

L’aumento principale arriva dalla rivalutazione ordinaria dell’1,4%, cioè l’adeguamento degli assegni al costo della vita, quella che viene chiamata anche perequazione. In concreto, il trattamento minimo non resta fermo ai circa 603,40 euro mensili del 2025, ma sale a 611,85 euro lordi al mese nel 2026.

Per chi prende una pensione al minimo, è stata confermata anche la proroga della maggiorazione straordinaria dell’1,3%, che porta l’importo totale intorno ai 619,69 o 619,80 euro al mese, in base al tipo di arrotondamento considerato nelle simulazioni.

In pratica, vuol dire che l’aumento annuo lordo va oltre i 200 euro. La cifra esatta però può spostarsi un po’, a seconda del rateo, delle trattenute e dei vari aggiornamenti che l’INPS applica.

Non tutte le pensioni crescono allo stesso modo

La rivalutazione dell’1,4% non si applica uguale su tutti gli assegni, ma cambia a seconda dei casi. Nel 2026 il meccanismo continua a funzionare a scaglioni:

  • 100% dell’aumento per le pensioni fino a 2.413,61 euro lordi, cioè fino a 4 volte il minimo
  • 90% dell’aumento, quindi più o meno 1,26%, per gli importi che arrivano intorno ai 3.017 euro
  • 75% dell’aumento, che vuol dire circa 1,05%, per gli importi superiori

Nella pratica quotidiana, la prima cosa da guardare è l’importo dell’assegno e se ci sono eventuali integrazioni.

La maggiorazione extra e l’incremento al milione

La maggiorazione straordinaria dell’1,3% riguarda soltanto le pensioni che non superano il trattamento minimo. Qualcuno prende come riferimento solo l’importo base già rivalutato, cioè 611,85 euro, mentre altri indicano direttamente la somma finale comprensiva della maggiorazione extra, che si aggira intorno ai 619,80 euro.

C’è poi un altro pezzo della storia: il incremento al milione, che dal 2026 non sarà più una misura a tempo ma diventa stabile. In pratica si tratta di una somma in più riconosciuta a chi è in pensione, per esempio chi prende pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità civile o assegni sociali, a condizione però che rientri in certi limiti di reddito.

Le soglie si aggirano intorno a questi valori:

  • 12.024,30 euro all’anno per chi è single
  • 23.792,30 euro all’anno per le coppie sposate

In situazioni come queste, l’importo può arrivare attorno ai 770 euro al mese, tenendo conto di altre maggiorazioni che possono arrivare a circa 156,44 euro. La cifra effettiva cambia in base alla situazione personale.

Perché si leggono cifre leggermente diverse

Se ti capita di vedere importi come 619,69, 619,79 o 621,03 euro, di solito queste piccole differenze saltano fuori per via di:

  • arrotondamenti
  • simulazioni solo indicative
  • date di aggiornamento non sempre allineate
  • eventuale presenza di altre integrazioni

Il riferimento alla norma arriva dal decreto del MEF e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma il dato che conta è quello che si trova nel proprio fascicolo previdenziale.

Come capire quanto ti spetta davvero

Per farsi un’idea dell’aumento reale, fare tre controlli:

  1. capire che tipo di pensione si sta prendendo
  2. dare un’occhiata al reddito personale o coniugale
  3. guardare il cedolino INPS o il fascicolo previdenziale aggiornato

Nel 2026 il minimo si alza. La cifra finale non è identica per tutti: per qualcuno resterà poco sopra i 611 euro, per altri arriverà a 620, e nelle situazioni con più tutele potrà superare questo importo. A cambiare l’importo sono reddito, tipo di pensione e maggiorazioni riconosciute.

Redazione Pagina 2 Centro

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