Apri il cassetto fiscale, controlli i redditi dell’ultimo anno e ti chiedi se quella Partita IVA che tieni in piedi con fatica possa finalmente darti accesso a un aiuto concreto. La risposta, oggi, è sì per alcuni profili ben precisi: nel 2026 le misure da guardare davvero sono soprattutto ISCRO e il bonus per under 35 esteso anche a diversi liberi professionisti. Il dettaglio conta, perché basta un requisito mancante per restare fuori.
Le due strade da controllare subito
Per chi lavora in autonomia, i bonus più rilevanti non sono uguali per tutti.
Da una parte c’è l’ISCRO, pensato per chi ha una Partita IVA già avviata da almeno 3 anni e ha subito un forte calo di reddito. Dall’altra c’è il bonus giovani under 35, più legato all’avvio di nuove attività in un periodo definito e in alcuni settori specifici.
Il primo aiuta chi è già dentro il lavoro autonomo da tempo. Il secondo punta invece su chi ha iniziato da poco.
Bonus ISCRO, a chi spetta davvero
L’ISCRO è una sorta di sostegno al reddito per autonomi iscritti alla gestione previdenziale, spesso paragonato a una tutela minima nei momenti di flessione. Per richiederlo, i requisiti principali da verificare sono questi:
- Partita IVA attiva da almeno 3 anni
- iscrizione alla gestione previdenziale corretta
- assenza di pensione diretta
- assenza di altra forma di previdenza obbligatoria
- contributi regolari
- reddito 2025 non oltre 12.000 euro
- reddito 2025 inferiore al 70% della media dei redditi 2023 e 2024
Qui molti sbagliano il controllo più importante. Non basta aver guadagnato poco nel 2025, bisogna anche dimostrare che il calo sia significativo rispetto ai due anni precedenti. Nella pratica, commercialisti e consulenti verificano prima i dati dichiarativi e solo dopo valutano la domanda, proprio per evitare scarti.
La richiesta si presenta online tramite INPS, con SPID livello 2, CIE 3.0 o CNS. In alternativa si può usare il Contact Center. Conviene preparare in anticipo dichiarazioni, posizione contributiva e dati anagrafici aggiornati.
Bonus giovani under 35, quando può spettare
Questa misura è quella che attira più attenzione perché prevede 500 euro al mese per 36 mesi, quindi fino a 18.000 euro complessivi, ma non è aperta a qualsiasi nuova Partita IVA.
I requisiti essenziali sono:
- età inferiore a 35 anni al momento dell’avvio dell’attività
- Partita IVA aperta tra 1 luglio 2024 e 31 dicembre 2025
- situazione iniziale di disoccupazione, inattività o marginalità economica
- iscrizione o passaggio collegato ai servizi per l’impiego, dove richiesto
- attività rientrante in specifici codici ATECO
Il codice ATECO è la classificazione ufficiale dell’attività economica. Tradotto in pratica, non conta solo “fare il libero professionista”, conta come è registrata l’attività. Tra i settori indicati rientrano, ad esempio, area legale e contabile, consulenza, architettura, ingegneria, ricerca, pubblicità, professioni tecniche e veterinarie.
Attenzione anche allo stato iniziale. La DID, cioè la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, può diventare un elemento decisivo per chi arriva da una fase di inattività o redditi molto bassi.
Le altre agevolazioni da non confondere
Accanto ai bonus veri e propri, resta interessante il regime forfettario con imposta sostitutiva al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti. Non è un contributo diretto, ma può incidere molto sul carico fiscale.
Esistono poi incentivi legati alle assunzioni under 35, ma riguardano soprattutto imprese e datori di lavoro, non il professionista che lavora da solo.
Come fare una verifica rapida prima della domanda
Per evitare perdite di tempo, controlla questi 4 punti:
- Anno di apertura della Partita IVA
- Età al momento dell’avvio
- Reddito effettivo e confronto con gli anni precedenti
- Codice ATECO e posizione contributiva
Se anche uno solo di questi elementi è incerto, meglio passare da CAF, consulente o sportello previdenziale. Le regole possono essere aggiornate e l’accoglimento dipende sempre dalla situazione individuale.
Chi ha una Partita IVA spesso pensa ai bonus come a qualcosa di distante, quasi irraggiungibile. In realtà il primo filtro non è la fortuna, ma la precisione: controllare bene date, redditi, contributi e codice attività è il modo più semplice per capire se l’aiuto è davvero a portata di mano.




