Se ti è capitato di entrare in un’ottica con una nuova prescrizione in mano, sai bene quanto anche una spesa apparentemente semplice possa pesare sul budget familiare. Proprio da questa esigenza era nato il Bonus vista, un aiuto economico pensato per chi doveva acquistare occhiali da vista o lenti a contatto correttive. L’importo era fisso, 50 euro una tantum, ma con regole precise e, soprattutto, con fondi limitati.
A chi era destinato
Il contributo era riservato ai componenti di nuclei familiari con ISEE non superiore a 10.000 euro. Ogni persona del nucleo poteva richiederlo una sola volta.
Questo aspetto ha creato qualche confusione pratica. In molte famiglie, per esempio, più persone portano gli occhiali e tendevano a pensare a un solo bonus complessivo. In realtà, la regola prevista era legata al singolo componente, purché rientrasse nello stesso nucleo con ISEE valido entro la soglia richiesta.
Quali acquisti erano ammessi
Il bonus non copriva qualsiasi prodotto acquistato in negozio o online. Erano considerati validi solo:
- occhiali con lenti correttive
- lenti a contatto correttive
Restavano esclusi, invece:
- occhiali da sole
- lenti senza funzione correttiva
- prodotti estetici o accessori
Dal punto di vista pratico, ottici e rivenditori convenzionati controllavano con attenzione la documentazione proprio per evitare errori sulla tipologia di acquisto.
Importo e periodo valido
Il valore del contributo era di 50 euro, senza differenze in base al tipo di lente o alla montatura scelta. Naturalmente, se la spesa era superiore, la parte restante rimaneva a carico del richiedente.
Gli acquisti ammessi rientravano nel periodo compreso tra 1° gennaio 2021 e 31 dicembre 2023.
C’era però un limite importante, spesso sottovalutato: il fondo stanziato era limitato. La dotazione iniziale era di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. Per questo motivo, in diversi momenti il sistema riportava il messaggio “plafond esaurito”.
Come si richiedeva
La domanda andava presentata sul portale ufficiale bonusvista.it, collegato al Ministero della Salute, accedendo con:
- SPID
- CIE
- CNS
Le modalità previste erano due.
Voucher per acquisti futuri
Il richiedente poteva ottenere un voucher digitale da usare presso i negozi convenzionati indicati sul sito. Una volta emesso, il voucher doveva essere speso entro 30 giorni.
Questa formula era spesso la più semplice, perché permetteva di applicare subito lo sconto al momento dell’acquisto.
Rimborso per spese già sostenute
Chi aveva già comprato occhiali o lenti correttive poteva chiedere un rimborso, allegando:
- fattura o scontrino parlante
- IBAN
- dati del venditore
- attestazione ISEE
Qui la precisione contava molto. Se lo scontrino non riportava chiaramente la natura correttiva del prodotto, la richiesta poteva diventare più complessa da verificare.
È ancora attivo?
Questo è il punto che interessa di più oggi. In base alle informazioni pubbliche riferite al 2023, il bonus risultava collegato a una finestra temporale chiusa al 31 dicembre 2023, con fondi già molto ridotti o esauriti in vari momenti, soprattutto per i rimborsi di acquisti precedenti.
Al momento non emergono proroghe certe per il 2024, 2025 o 2026. Di conseguenza, la misura sembra non più attiva, salvo eventuali aggiornamenti ufficiali pubblicati dal Ministero della Salute o dal portale dedicato.
Come verificare senza perdere tempo
Se vuoi controllare la situazione reale, fai così:
- verifica se il sito ufficiale è aggiornato
- controlla eventuali comunicazioni del Ministero della Salute
- prepara in anticipo ISEE e documenti di spesa
- verifica che il negozio sia tra quelli convenzionati, se la misura venisse riaperta
Per chi porta gli occhiali ogni giorno, anche un aiuto piccolo può fare differenza. Oggi, più che cercare una domanda da inviare subito, conviene capire se esistono nuove agevolazioni attive e controllare sempre i canali ufficiali prima di fare affidamento su informazioni ormai superate.




